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Una rivista per il fantastico italiano

Il 23 Luglio 2022, in occasione del raduno nazionale della World SF Italia tenutosi a Pistoia, in cui si è anche parlato del passato e del futuro del fantastico italiano, il presidente dell’associazione Donato Altomare, il curatore Luca Ortino e gli editori della Edizioni Scudo, Giorgio Sangiorgi e Luca Oleastri hanno presentato il primo numero della rivista di fantascienza dell’associazione, che ho ora avuto il piacere di leggere.
Da notare, innanzitutto che “World SF Italia Magazine” (Edizioni Scudo) è una rivista illustrata a colori, disponibile in cartaceo ed e-book. Illustratore è soprattutto l’editore Luca Oleastri (che conobbi in occasione della mia gallery novel “Il Settimo Plenilunio”, scritta con Simonetta Bumbi, di cui realizzò la copertina e numerose delle 117 illustrazioni).
  Introduce un editoriale del presidente Donato Altomare che specifica trattarsi di una “rivista dedicata principalmente ai Soci World ma che può anche accogliere interventi di non soci a riprova che la nostra opera è essenzialmente quella prevista dallo statuto: diffondere il fantastico e la fantascienza, specie quella italiana”. Perché, afferma orgogliosamente, “Siamo la spina dorsale della fantascienza italiana, siamo quelli che proponiamo e che realizziamo. Siamo quelli che stanno scrivendo la storia della moderna fantascienza italiana.” Se questo era vero prima, ora grazie a questa nuova rivista “World SF Italia Magazine” lo è ancor più.
Questo primo numero è fortemente (e volutamente) al femminile, privilegiando nella scelta le autrici dell’associazione.
  Apre il volume il racconto “Cybo” di Nicoletta Vallorani, bell’esempio di fantascienza di ambientazione italiana con una moderna peste e un’ambientazione al NeoLeonka che di certo vuole richiamare il mitico centro sociale milanese Leoncavallo. Correda il racconto un’intervista all’autrice (autrice anche di noir e prima donna a vincere il Premio Urania nel 1992) di Filippo Radogna, ormai sempre più calato nel ruolo di intervistatore della World SF Italia.
Con il racconto “Il dito” di Fabio Calabrese ci spostiamo dalle parti del sovrannaturale con un vampiro che si vuol fare reimpiantare un dito.
Con “Arancia meccatronica” ritrovo un racconto di Maddalena Antonini che già avevo letto nell’antologia “Cosmoril 16” (Tabula Fati, 2021), con questi elettrodomestici intelligenti (e un po’ petulanti) che dialogano con il loro padrone. Le tematiche alimentari mi hanno anche ricordato “Space Food”, del socio Andrea Coco, per non dire “I girasoli di Shaah-Mall-a” (Tabula Fati) della stessa Antonini.
Anche lei è poi intervistata dal nostro Filippo Radogna, dove della fantascienza scrive “Penso sia il genere letterario più libero in assoluto, permette di muoversi in tutte le direzioni spaziali e temporali, interiori ed esteriori, permette l’elemento sorpresa a tutti i livelli”.
Ed ecco una nuova importante autrice della World SF Italia, Franci Conforti con il suo “Per sempre” una fanta-detective-story con personaggi cibernetici e una giovane prostituta che dipinge e dice «Ho bisogno di persone vere per disegnare quello che non si vede».
  Il saggio di Franco Piccinini “Le esplorazioni lunari dell’immaginario scientifico” mi richiama subito una recente lettura dell’opera di un altro socio, Carmine Treanni, “Sulla luna”, di cui riprende alcuni dei temi relativi al grande sogno degli anni ’60, di cui avevo scritto anche a proposito dell’antologia “Mille e una luna”. Piccinini ci parla soprattutto del grande direttore di rivista Campbell “Per lui la cosa più Astounding era il progresso e si persuase che era il momento di diffondere in modo semplice e adatto alle masse la cultura scientifica”.
Suggestiva (anche per scenari “ucronici”) è l’osservazione di come i russi avrebbero potuto battere gli americani anche nella corsa alla Luna, che invece vinsero questi ultimi perché “Li aiutò il fatto che Korolev si ammalò e morì nel 1966, mentre lavorava al progetto del super-razzo che doveva mandare una Vostok sulla Luna”. Non c’è verso: la Storia la fanno gli uomini. A volte l’azione di un solo uomo può mutarla.
Segue quindi uno spazio di riflessione sul fantastico che mi pare voglia diventare fisso “La versione di Gilles – Rubrica a cura di Sergio Giuffrida”.
Su analogo solco seguono le riflessioni di “Lo scrittore” di Mauro Antonio Miglieruolo, su cosa sia scrivere oggi.
Come non ritrovarsi nelle parole introduttive su cosa sia uno scrittore “Lo scrittore è l’onnisciente per antonomasia, non Deus (cioè narrazione), ma Dio (cioè creazione). Creatore in quanto onnisciente, che crea nei limiti dei suoi propri limiti. Creatore dunque che, come tutti i creatori, crea quel che può creare e non altro”. Io dico sempre, infatti, che la letteratura deve essere creazione e che la letteratura fantastica è quella che crea in massimo grado e dunque la più nobile delle forme letterarie. Vi lascio scoprire dal testo la differenza tra bracciante, autore, scrittore e creatore.
Si arriva quindi a un racconto della scomparsa segretaria della World SF Italia Manuela Menci, introdotto dal marito Giovanni Mongini, su viaggi spaziali, vita aliena e argilla da inconsuete proprietà.
È una caccia al tesoro inserito in un concorso spaziale il racconto di Andrea Coco “Vacanza Premio”, con i personaggi di “Space Food”.
Di nuovo una donna, Marina Alberghini, è l’autrice di “Un peccato ancestrale”, che ci parla di divinità giunte dallo spazio, senza disdegnare di spiegare fantascientificamente anche alcuni passi della Bibbia, a partire dalla nascita di Adamo ed Eva, qui alle prese con il dio alieno Marduk. Si tratta di un’occasione per esplorare il ruolo della donna nella religione, nella filosofia e nel pensiero occidentale in genere.
Franco Giambalvo intervista poi Mario Luca Moretti sul saggio da lui scritto con Giovanni Mongini “Remake & reboot”. “Remake e reboot, termini che significano qualcosa che viene riproposto dopo la sua prima apparizione al cinema”.
Nella sezione “Voci dal confine” troviamo una conversazione del curatore Luca Ortino con Eraldo Baldini.
In chiusura troviamo il racconto “La breccia” di Bruno De Filippis, che ha da poco vinto il Premio Vegetti con il suo “Toba”. Entrambi ci parlano di mondi alternativi e multiverso.
Bella e completa l’analisi della saga Matrix che fa Davide Longoni, non fermandosi ai film, ma analizzando anche videogiochi e fumetti.
Chiudono il volume le considerazioni del curatore Luca Ortino.
Insomma, una rivista ricca, varia, ben rappresentata, interessante e intelligente, che si legge con piacere.

E ora aspettiamo con curiosità il prossimo numero.

Carlo Menzinger

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