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Wonderful and Simple Fantastic Instance

vegettiERNESTO VEGETTI nasce a Nerviano, in provincia di Milano, il 24 ottobre 1943, tanto è vero che era solito affermare di ritenersi orgoglioso di avere “fatto la guerra”. Come tutti i ragazzi degli anni 50 il primo approccio alla lettura passa attraverso i fumetti dell’epoca; seguono i romanzi western della Collana Ranch ed i gialli mondadoriani. Il salto decisivo verso la SF avviene nel 1956 con Il grande passaggio di Yves Dermeze, Urania, 135. Negli anni successivi si diploma, riesce a trovare un impiego stabile, sposa Stefania il 1° Luglio 1976 e diventa padre del suo amatissimo Matteo il 14 novembre del 1977, senza venire memo alla vocazione di lettore onnivoro e coltissimo (storia, testi scientifici, manuali di politica, letteratura e quanto altro stimolava un desiderio inesauribile di approfondire qualsiasi argomento con cui veniva in contatto).
      La convinta passione per la fantascienza ed il fantastico letterario proseguirà per tutta la vita di Ernesto facendo di lui uno dei cardini della SF nazionale. In pratica le Italcon, il Premio Italia, la WorldSF italiana, devono la loro sopravvivenza al suo protervo entusiasmo, alla sua eccezionale capacità organizzativa, alla sua disponibilità di paziente ed inossidabile mediatore tra le diverse anime del turbolento mondo fantascientifico italico.
      Il 1977 è un anno chiave nella vita di Ernesto poiché  partecipa allo SFIR IV di Ferrara ed entra attivamente  nell’agone fantascientifico. Nel 1980 offre un decisivo contributo alla realizzazione dell’Italcom 6 ed Eurocom 5 a Stresa. Ma è nel 1983 per l’Italcom 9-Fantasticom a Borgomanero che Vegetti dimostra di essere ormai divenuto un leader di indiscusso prestigio.
      Il Catalogo della SF, fantasy & Horror, elaborato, arricchito ed approfondito con rigorosa pignoleria nel corso di un’intera, amaramente breve, esistenza conclusa il 17 gennaio 2010, resta come imperituro monumento alla sua memoria, senza peraltro dimenticare Cartografia dell’inferno realizzato da Gianfranco de Turris con il contributo prezioso di Vegetti.

Adalberto Cersosimo (a cura di)
curtoniVITTORIO CURTONI, nato in provincia di Piacenza nel 1949, è stato un pilastro della fantascienza in Italia. Ha iniziato la sua lunga carriera giovanissimo come curatore della collana Galassia, portando in Italia per la prima volta molti tra gli autori e le opere più sofisticate degli anni sessanta e settanta. Ha fondato e diretto Robot, forse la più famosa rivista italiana di fantacienza dopo Urania, che è tornato a dirigere nella nuova edizione Delos Books negli anni 2000.
      È stato tra i primi a scoprire le potenzialità della telematica e della rete, prima animando gruppi di discussione su FidoNet, poi su internet, e collaborando per anni con la rivista telematica Delos. Ha tradotto oltre trecento romanzi, tra i quali opere di Philip K. Dick, Joe Lansdale, David Ambrose. Ha collaborato per anni il quotidiano di Piacenza Libertà.
      Come scrittore, Curtoni ha dato il meglio soprattutto nei racconti, raccolti in quattro antologie: La sindrome lunare e altre storie (Armenia 1978), Retrofuturo (Shake 1999), Ciao futuro (Urania 2001), Bianco su nero (Delos Books, 2011), ma ha scritto anche un romanzo, Dove stiamo volando, riproposto da Urania nel 2011.

Silvio Sosio (a cura di)
vallaRICCARDO VALLA (1942-2013) è stato uno dei massimi esperti italiani nell’ambito del fantastico e della fantascienza. Laureato al Politecnico di Torino, fu assunto come redattore scientifico della Boringhieri. Negli anni ’70 ha curato, insieme a Renato Prinzhofer, le collane fantascientifiche “Cosmo Argento”, “Cosmo Oro” e “Fantacollana”, dirette da Gianfranco Viviani e pubblicate dalla Nord.
      Apprezzatissimo traduttore dall’inglese, ha lavorato anche per la collana Urania della Mondadori. Una parte delle sue conoscenze enciclopediche è stata riversata in una miriade di articoli teorici, saggi critici, prefazioni, introduzioni, e presentazioni di opere e autori. Insieme a Ruggero Bianchi ha redatto gli aggiornamenti delle voci relative alla fantascienza del Grande Dizionario Enciclopedico UTET.
      Per alcuni anni fu proprietario e gestore della libreria Sevagram, ubicata a Torino in via Volta 1 (vicino alla stazione di Porta Nuova), specializzata nel campo della fantascienza e del fantastico.

Antonino Fazio (a cura di)
lisieroALBERTO LISIERO nasce a Milano il 13 agosto 1964, e fin da giovanissimo sviluppa un grandissimo interesse per la tecnologia. Appassionato di fumetti, fantascienza e arti audiovisive, ama collezionare riviste, albi, libri e memorabilia delle sue serie TV e film preferiti. Affina le sua abilità come autodidatta, diventando presto esperto di video montaggio e programmatore di computer.
    Nel 1986 insieme a un manipolo di appassionati fonda, diventandone l’Ammiraglio, lo Star Trek Italian Club, che ancora oggi rappresenta l’associazione più longeva dedicata a una saga di fantascienza. L’anno dopo conosce Gabriella Cordone, sua compagna di vita e primo ufficiale; i due si sposano nel 2011.
      Considerato da appassionati e professionisti come il massimo esperto italiano di Star Trek, è stato traduttore di libri e autore di fumetti, consulente e supervisore per tutti i prodotti italiani di Star Trek e direttore editoriale della rivista ufficiale italiana Star Trek Magazine fin dai tempi in cui era una semplice fanzine, oltre ad avere organizzato per oltre un quarto di secolo le convention dello STIC.
      Muore per un infarto improvviso la notte tra il 1 e il 2 gennaio 2013.

Gabriella Cordone Lisiero (a cura di)
vivianiGIANFRANCO VIVIANI, nato il 3 maggio del 1937, milanese, ha iniziato la sua attività editoriale presso l’editrice Mursia.
    Alla metà degli anni sessanta inizia l’attività in proprio, fondando nel 1965 l’Editrice Nord. Dopo tentativi in altri generi, decide di abbracciare quella che, fin da ragazzo, era stata la sua passione, la fantascienza, e dal 1970 parte la pubblicazione delle collane Cosmo Argento e Cosmo Oro, con le quali per decenni editò il meglio della science fiction internazionale. Traduzioni integrali, edizioni molto curate, libri di pregio: la fantascienza, fino ad allora abituata soprattutto a edicole e tascabili, arrivava nelle librerie con pubblicazioni di qualità e di prestigio.
      Viviani è attivo nel mondo della fantascienza, non solo come editore. Partecipa alle convention, organizza nel 1980 l’Eurocon a Stresa, è tra i fondatori, insieme con gli amici Frederick Pohl e Harry Harrison, della World SF.
      Superati alcuni scogli, come il fallimento del distributore, la casa editrice si avvia alla decadenza verso la fine degli novanta anche a causa del diminuito interesse del mercato verso la fantascienza e la lettura in genere. Nel 2002 l’Editrice Nord viene acquistata dal gruppo Longanesi.
      Nel 2005 Viviani entra nell’Associazione Delos Books portando tutta la sua esperienza editoriale e consentendo il salto alla distribuzione in libreria, mentre nel 2007 è socio fondatore della Delos Books srl. Nel 2012 viene nominato socio onorario dell’Associazione Delos Books.
      Gianfranco Viviani ci ha lasciati il 29 agosto del 2014. Con lui tramonta un’epoca, quella in cui la fantascienza in Italia, anche grazie ad altre case editrici, viene nobilitata e riconosciuta come letteratura non seconda ad altre.

Fantascienza.com (per gentile concessione di)
curtoniMASSIMO MONGAI, (3 novembre 1950 – 1 novembre 2016) era romano di Roma. Anzi, romano della Garbatella, quartiere per cui provava un viscerale senso di appartenenza, peraltro fortemente ricambiato: una passione reciproca e totalizzante che il Moretti di “Caro Diario” non si sognava neppure.
      Massimo si era laureato in giurisprudenza, ma non aveva mai intrapreso la carriera di avvocato. Da spirito inquieto qual era, nella sua vita adulta aveva esplorato numerose professioni, da archivista a bibliotecario, da artwriter a freelance nel campo della pubblicità. Poi, nel 1997, aveva vinto il premio Urania con Memorie di un cuoco d’astronave, romanzo di SF umoristica in cui Massimo usava, come voce narrante, il personaggio (lo chef spaziale Rudy Turturro) che sarebbe poi divenuto il suo alter-ego di carta.
      Da quel momento Massimo aveva deciso – per dirla alla Bukowski – di vivere il fottuto mito dello scrittore. Aveva perciò chiuso tutte le sue precedenti attività e cominciato a macinare opere, spaziando dalle sceneggiature radiofoniche al racconto breve, dal romanzo noir alla hard science fiction, dal thriller “classico” alla narrativa mainstream. Tra i suoi molti ed eclettici titoli ricordiamo, in ordine sparso giacché la precisione non era il suo talento migliore: Il gioco degli Immortali (Mondadori, 1999); Tette e Pistole (Robin, 2008); La memoria di Ras Tafari Diredawa (Robin, 2006); Alienati (Robin, 2006); Il Fascio sulle Stelle di Benito Mussolini (Robin, 2005); Cronache non ufficiali di due spie italiane (Robin, 2004); Memorie di Un Cuoco di un bordello Spaziale (Robin, 2003); Serendipità, istruzioni per l’uso (Robin, 2007); Psicopatologia sessuale di una prostituta cyborg (Edizioni della Vigna, 2014); Morte a Montecitorio (Homo Scrivens, 2016); Guida Galattica dei Gourmet (Robin, 2009).
      Oltre all’attività di scrittore, Massimo collaborava con vari premi letterari (in primis il premio RiLL, di cui era giurato storico, ma anche il premio Solinas e altri), insegnava scrittura creativa, firmava saggi e articoli per varie riviste e pubblicazioni sul web. Ma la sua esuberanza non si esauriva nella bulimia letteraria: Massimo era anche un cuoco estroso ancorché dilettante, un eccellente conferenziere, un arguto polemista, un appassionato di cinema, un lettore vorace e un gran casinista nella vita sentimentale, come possono testimoniare le sue plurime ex-mogli e compagne.
      Massimo se n’è andato troppo presto, ma non ci ha lasciato a mani vuote. Tra la miriade di eccentricità e geniali bizzarrie per cui non potremo dimenticarlo, ci piace citare la sua curiosa passione per gli anagrammi, soprattutto per quelli ricavati dal suo nome. Massimo spesso siglava corsivi e citazioni con pseudonimi che non erano altro che ridisposizioni delle lettere “MASSIMO MONGAI”. Uno, in particolare, gli era caro: lo considerava quasi come la prova di un destino recondito, o forse di un imperativo morale, celato nel suo nome da una misteriosa e arcana magia. AMA SOMMI SOGNI, era quell’anagramma.
      No, non ci ha lasciato a mani vuote.

Francesco Grasso (a cura di)