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La sinagoga degli iconoclasti (Cristina dell’Acqua)

Da oggi, con scadenza bisettimanale, proponiamo agli attenti lettori del nostro sito una serie di recensioni di opere, come dire, al margine del fantastico. Sono di un nostro socio che vuole mantenere l’anonimato e che è un vorace divoratore di libri impegnativi. Per noi va bene. Quindi buona lettura.

Donato Altomare

dell’Acqua, Cristina – Il nodo magico. Ulisse, Circe e i legami che rendono liberi (Mondadori 2021-02)
 Possono i legami renderci liberi? Sì, se sono fatti di nodi magici, direbbe Omero. Per pochi istanti, in pochi versi dell’Odissea, Omero ci presenta un vero nodo ed è quando Arete, madre di Nausicaa e regina dei Feaci, dona a Ulisse, prima del suo ultimo viaggio verso Itaca, uno scrigno pieno di tesori e lo prega di legarlo saldamente con un nodo. Quello che Ulisse esegue è un nodo che gli ha insegnato molti anni prima la maga Circe. C’è quindi da scommettere che si tratti di un nodo magico. Il nodo di Circe non è un nodo qualsiasi, è femminile, perché si scioglierà grazie alle donne incontrate, è desm ò s , dal verbo deo che significa legare, poikilos , complesso, come è la vita, colorato, variopinto, come sa renderlo la maga. Questo libro parla dunque di Ulisse e dei suoi legami. Nel suo lungo viaggio di ritorno da Troia, è uomo vittorioso, ma solo. Non più un eroe ma un naufrago. Il senso e la direzione non sa più dove siano. Il ritorno di Ulisse è costruito sui nodi dell’amore, dell’amicizia e dell’ospitalità ma anche del dolore e della nostalgia, fondamenta indispensabili per la ricostruzione della memoria di chi è stato e di chi diventerà. Al pari di Ulisse, tutti noi siamo le nostre relazioni.
In questo nuovo viaggio ci guideranno la fantasia di Omero, le donne, gli amici, le anime che Ulisse incontrerà e il nodo intricato e magico, che scopriremo legato a doppio filo a noi. Per ricordare, oggi e sempre, che nei legami è riposta la nostra libertà.

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