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Il mondo di Maurizio Carità

Come la World SF già sa il 2 Maggio del 2020 a Castelnuovo Berardenga in provincia di Siena, si terrà l’annuale raduno dell’associazione degli operatori del fantastico e della fantascienza in tutte le sue accezioni.
Però, quest’anno c’è un altro incontro estremamente importante. L’omaggio ad un caro amico al quale io personalmente devo molto: si tratta di un concorso per il miglior illustratore che si unisce ai premi distribuiti ogni anno dalla World e intitolato ad un altro personaggio importante per il fandom, per me un altro caro amico che stimavo molto: Ernesto Vegetti.
Questo nuovo incontro, invece, è intitolato, anch’esso alla memoria, di Maurizio Carità ed è stato fortemente e giustamente voluto dalla moglie Maria Silvia Picchi e dalla loro figlia Francesca.

Il tempo passa, come sempre fa il tempo, e le persone vanno e vengano in quel difficile palcoscenico che è la vita e anche noi appassionati, maniaci se volete, abbiamo avuto le nostre perdite e in questa sede, per non dilungarmi troppo, voglio solo ricordarne altri due che anche loro, a me, come a voi, mancano molto: Vittorio Curtoni e Giuseppe Lippi.
Maurizio Carità è, invece ed ingiustamente meno noto: il tempo non gli ha dato il modo di esprimersi al meglio come era in grado di fare e come, altrettanto era in grado di essere.
Era nato a Milano il 21 maggio 1961, e da lì si era trasferito con la famiglia a Roma dopo soli quattro anni nella quale visse fino al 1983 per poi tornare nel paese originario di sua madre: Castagnole delle Lanze (AT) in Piemonte, e apre ad Alba (CN) il suo negozio chiamato “Escondida Records” che si occupava di musica rock indie e psichedelica. A seguito di un primo forte episodio conclamato di depressione fu costretto a chiudere il negozio ma, intanto, aveva conosciuto Gianni Montanari e inizia la sua collaborazione con l’Arnoldo Mondadori Editore come traduttore dall’inglese di racconti e romanzi di fantascienza.
Nel 1989 si sposa, dopo otto anni di fidanzamento, e nel 1993 nasce la figlia Francesca e tutta la famiglia si trasferisce in Toscana, nel 1996, a Castelnuovo Berardenga e qui prosegue l’attività di traduttore fino al 2003 quando, per l’insorgenza del diabete, perde praticamente la vista e sprofonda di nuovo in una grave crisi depressiva. Purtroppo questa depressione non lo abbandonerà più e la salute peggiorerà ulteriormente con due infarti e infine con un tumore non diagnosticato al fegato. Dopo mesi di enormi sofferenze, si è spento a Siena il 15 settembre del 2019.
Ci siamo incontrati nel 1998 quando organizzò un simpatico incontro a Castelnuovo denominato “ALIENAZIONI” dove io ero gradito ospite assieme a Vittorio Curtoni e a Gianni Montanari. Dal 1997 al 1999 organizza l’attività cinematografica presso il teatro Alfieri di Castelnuovo.
Dal 1999 al 2002 ha poi collaborato anche con l’associazione culturale Zerinthia a Rapolano, per la gestione del centro internazionale culturale d’arte. Ovviamente ho conosciuto oltre a lui anche Maria Silvia e Francesca e li ho rivisti solo qualche anno dopo quando lui e la figlia vennero ad un incontro organizzato da Ugo Malaguti a Bologna e avrò il triste piacere di parlare di lui. Durante tutti questi anni ho avuto modo di leggerlo su Facebook ed erano figlia e moglie che gli leggevano i miei messaggi perché lui, ormai aveva perso la vista, cosa terribile di per sé ma devastante per chi amava il cinema di fantascienza e gli erano piaciuti i miei primi due libri, tanto e vero che pensammo, ed iniziammo ad inserire le schede per un grande archivio di film da consultare via internet, un inizio che non ebbe modo di avere un seguito perché la sua salute andava peggiorando. Fu solo grazie a lui se conobbi Sergio Fanucci, il figlio di Renato con il quale avevo scritto i miei primi due libri e quindi fu sempre Maurizio a farmi tornare nel fandom, cosa per la quale, in tutti questi anni lo ringraziavo e lo ringrazierò sempre perché quello era il nostro mondo, non c’era altro da dire.
Ora Maurizio ci ha lasciati, ma la sua famiglia vuole ricordarlo con l’istituzione di questo premio affinché resti vivo nei ricordi di chi lo ha conosciuto e nei pensieri di chi lo sente nominare adesso per la prima volta.

Lo amavo tantissimo, ma l’ho lasciato molto solo – mi ha detto Silvia – purtroppo, per ovvie ragioni, discutevamo troppo spesso per via della mancanza di soldi…però alla fine abbiamo “prodotto” la cosa migliore del mondo, la nostra Francesca. È lei la vera erede delle inclinazioni del papà, compresa purtroppo o per fortuna anche quella per l’introspezione. Spero solo che possa risollevarsi da questo momento, che per noi è stato davvero tragico, anche grazie alla nuova attenzione per suo padre da parte mia e del ‘mondo esterno’.
Io ho conosciuto solo uno dei suoi lati, quello che era assolutamente simile a lui. Chi era Maurizio Carità?
Aveva passioni e crimini: amava, come potrebbe sembrare ovvio, i racconti e i romanzi di fantascienza, il cinema e le serie TV. Fra tutte la saga di Star Trek, dalla serie classica fino agli ultimi telefilm attualmente ancora in programmazione, con una leggera predilezione per il comandante Picard. La sua fantascienza seria preferita è sempre stata quella dei pochi effetti speciali, una fantascienza molto “umana” i cui protagonisti fanno proprio un destino e una lotta più grandi di loro fino all’ultimo (Gattaca, Radiazioni BX:Distruzione uomo, Andromeda). E dove si andava oltre, anche scavando negli animi più abbietti (Invasione degli ultracorpi, La mosca, Split, E venne il giorno…Shamalan gli piaceva molto), dove la stessa umanità si perde…e che poi si ritrova nel gioco del tempo, come in Interstellar.
D’altro canto, gli piacevano molto quei film assurdi in cui vedevi anche il filo che reggeva i dischi volanti …e le grandi produzioni cinematografiche americane 2001: Odissea nello spazio, Alien e ultimo fra tutti l’ottimo Arrival. La circolarità del tempo e dello spazio lo affascinava molto. Forse perchè sapeva bene che non avrebbe vissuto a lungo e una qualche piega dello spazio-tempo avrebbe potuto farci incontrare di nuovo… Vedi, Io, in fondo, non credevo possibile che se ne andasse…e sbagliavo. Amava i fumetti Marvel, che finirono in qualche cassonetto appena andò via da Roma, negli anni ’80. Appassionato anche di cinema americano degli anni ’70, di Woody Allen, di Truffaut e di Moretti.
Maurizio era un grande appassionato di musica dal vivo. I suoi artisti preferiti sono stati i Pink Floyd e i Genesis e, dopo le rispettive scissioni, Roger Waters, Peter Gabriel e Steve Hackett. Amava gli WHO, i BEATLES, Frank Zappa, i GONG, Robyn Hitchcock, i RADIOHEAD, la musica psichedelica e indipendente in generale, tanto da aprire un negozio di dischi rari segnalato anche in “Arcipelago Rock” di E. Gentile (Mondadori 1987). Più di 4.000 concerti registrati, prima solo su audiocassetta e BETAMAX, poi su VHS, CD e DVD, ne hanno fatto fino al 2005 uno dei collezionisti più apprezzati nel settore. Ha prodotto il disco di esordio degli Eris Pluvia, apprezzata progressive band genovese, e, prima del peggioramento di salute, stava organizzando una data per il gruppo olandese dei The Legendary Pink Dots.
L’attore Andy Kauffmann è stato una sua passione ben prima che Jim Carrey ne facesse un film (“Man on the Moon”) e di lui stava raccogliendo materiale per una biografia. Nel suo studio ci sono decine di pubblicazioni, audio e video dell’attore americano…Infine, mi ucciderebbe se non lo dicessi, Julie Delpy era sicuramente la sua attrice preferita.


Come detto da Mariasilvia, la figlia Francesca, oltre ad avere il dono dell’introspezione, ha sviluppato un’arte che non tutti possiedono: il disegno e proprio di questa sua inclinazione e capacità, ne ha fatto un lavoro appassionante e divertente che potrete valutare ed apprezzare nei libri per ragazzi della Tunué. Francesca sarà tra i giudici che esamineranno i disegni di quanti vorranno concorrere.
Il mio compito sarà, a Castelnuovo, quello di dire due parole su una persona per me così importante, per il mio futuro non solo per ricordare una persona gentile e appassionata del nostro mondo, anche se non gli perdonerò mai di essersene andato così presto. Grazie Maurizio…

Giovanni Mongini e Mariasilvia Picchi

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