“Il mio paradiso è stato Il suggeritore di Donato Carrisi, mystery brillante e molto insinuante”. Così scriveva il grande Ken Follett riferendosi al noir rivelazione dello scrittore pugliese nel 2009 che con quel testo si aggiudicò il Premio Bancarella. Con La bugia dell’orchidea (Longanesi), suo sedicesimo romanzo, Carrisi è tornato in libreria raccontando una storia nera, densa di tensione psicologica, ricca di colpi di scena e che viaggia ancora una volta nella complessità della mente umana. Questa volta lo fa attraverso Victoria Anthon, scrittrice misteriosa che indaga sull’efferata strage di un nucleo familiare avvenuto in un casale di campagna proprio da parte del capofamiglia. Nello scorso fine dicembre Donato Carrisi, nell’ambito del tour di presentazione del romanzo, è giunto in Puglia per una serie di appuntamenti a Bari, Lecce e nella sua Martina Franca in provincia di Taranto, dove torna sempre volentieri (oramai vive stabilmente a Roma). Durante la mattinata il noto scrittore, accolto da una folla di cittadini ma anche di lettori giunti anche dalle regioni limitrofe, ha tenuto una conferenza-presentazione nello stupendo Teatro Verdi, struttura risalente al 1920, simbolo culturale della cittadina. Egli, nella sua dissertazione ha fatto presente come cambino le storie a seconda dei punti di vista e di come le si racconta ed è questo il nucleo del suo ultimo romanzo. Tra i vari argomenti trattati anche l’influenza di internet e dei social sulle nostre vite e dell’Intelligenza artificiale realtà oggettiva che oramai ci pervade e ci influenza. Ma a parere dell’autore se c’è qualcosa che non può essere influenzata sono le emozioni che genera in noi la lettura dei libri, atto che rimane ancora un gesto che ci porta a riflettere senza poteri che esterni che ci condizionino. Un invito a leggere, quindi, per essere più liberi!
Filippo Radogna

