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Il mito visto da Marcello Veneziani

Il mito è l’irruzione di un evento eccezionale, ci fa vedere il mondo con occhi diversi e ci proietta in altre dimensioni, tempra il desiderio dell’uomo di viaggiare in mondi straordinari, fa sognare, eleva l’animo umano ed è una visione alta della vita. Il mito fa vivere nel passato e proietta verso il futuro. I suoi principi derivano dal tentativo dell’uomo di spiegare i tanti fenomeni della natura, l’origine degli animali e degli uomini, delle cose. Il mito ha interpretato i misteri del cosmo, della vita e della morte, dei sentimenti umani, del mondo tutto.
Sono solo alcuni degli aspetti analizzati nel saggio “Alla luce del mito” che l’illustre giornalista, saggista e filosofo Marcello Veneziani ha pubblicato quest’anno per le Edizioni Marsilio.
Il saggio è stato presentato ieri, 28 aprile, a Matera, in un incontro organizzato dalla Libreria Di Giulio e dall’associazione “Sviluppo e Legalità” nella sede del Museo archeologico nazionaleDomenico Ridola” tra preziosi reperti dell’antichità tra cui quelli magnogreci.
Uno scenario, pertanto, che si legava perfettamente al testo dell’intellettuale pugliese che contiene anzitutto riferimenti alla grande tradizione mitologica omerica, ma anche al pensiero dei grandi filosofi greci sino a quelli del Novecento, infatti, per Veneziani, i grandi miti sono alla base della filosofia. Da sempre i miti hanno una funzione pedagogica educativa, danno certezze ed edificano città e civiltà come avvenuto per Romolo che fondò Roma. Il mito ha una dimensione universale superiore ed anche origine delle religioni. Ma nel testo di Veneziani il mito viene anche analizzato in relazione alla società globalizzata e alla tecnica. In questo senso a parere del filosofo vi è contrapposizione tra mito e tecnica: “Quando la filosofia va in crisi emerge la tecnica – ha affermato Veneziani -. Oggi quest’ultima muove i rapporti tra le persone. La tecnica manipola mentre il mito può essere considerato l’unico avversario della tecnica poiché dà la visione ampia delle cose ed è immaginazione creatrice”. Insomma, un testo quello di Marcello Veneziani, utile sotto vari aspetti: per gli studenti al fine di comprendere le trasformazioni del pensiero nei secoli, per gli studiosi che devono dare nuove interpretazioni della società e non ultimi per gli scrittori che devono ampliare le proprie conoscenze o rileggere i miti alla luce della contemporaneità.

Filippo Radogna

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