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5 ragioni per amare… le illustrazioni di fantascienza

Credo che un contributo importante all’immaginario fantascientifico sia dato dalle illustrazioni presenti nelle copertine dei vecchi libri, dei mensili o nelle attuali opere diffuse in rete. Per beneficiare di questo patrimonio artistico dobbiamo ringraziare i maestri che le hanno realizzate attraverso le tecniche a olio, ad acrilico, aerografo o con il digitale. Quindi senza un ordine d’importanza espongo le mie cinque motivazioni.

Senso di meraviglia
E’ quello che provo davanti a un’illustrazione fantastica che pur trattando un tema immaginario riesce a trasmettere la forza della credibilità. L’illustrazione diventa il sinonimo di un sogno a occhi aperti che si affaccia in un altra dimensione. Personalmente resto incantato dall’atmosfera surreale di queste opere incredibili che mi stimolano a fantasticare oltre i limiti del disegno. Qualche volta ne sono attratto al punto da acquistare un libro pur non conoscendo l’autore o il romanzo pubblicizzato nell’accattivante copertina. In certi casi l’illustrazione mi aiuta a visualizzare i personaggi e il contesto della storia che sto leggendo. Che sia bella o brutta è soggettivo, ma in ogni caso ciò che suscita l’immagine, può davvero “fare la differenza”. Quanti di noi, da ragazzi (o anche adesso da “giovani” adulti) hanno sognato con le copertine di Urania, della Nord o con le attuali illustrazioni diffuse in internet. Magari certe immagini sono servite da ispirazione per scrivere un racconto, oppure catturati dalla forza delle stesse siamo divorati (come accade a me) dal desiderio di collezionare copertine o riproduzioni. Davanti a tematiche più o meno fantascientifiche (legate ai tempi in cui vengono create, come nel caso delle cover anni 50 con i Robby e le eroine rapite dai mostri che oggi sembrano ridicole, ma che all’epoca suscitavano grandi fantasie nell’immaginario del lettore) noi amanti del genere non possiamo che restare estasiati da quel senso del meraviglioso che ci fa esclamare un inevitabile “Waooo!”.

Dimensioni inimmaginabili
Dalle profondità dell’inconscio, alle atmosfere metafisiche di soggetti stravaganti passo all’universo del cyber spazio. Mi immergo nella nanotecnologia, per poi voltar pagina e affrontare creature mostruose dalle chele micidiali. A bordo di veicoli fantastici scendo negli abissi marini per risalire poi verso lo spazio, in orbita su pianeti lontani, appostato su immense astronavi intergalattiche.
A quanti universi e a quante dimensioni ci hanno abituato gli artisti con le loro opere. Anche se spesso pensiamo all’illustrazione di fantascienza come a un arte che rappresenta il futuro nel tempo nello spazio, l’immaginario è in realtà esteso a orizzonti molto più ampi. Oltre agli scenari galattici di Asimov, le rigorose astronavi alla Star trek o i terribili conquistatori alieni di Heinlein, esistono un’infinità di alternative che spaziano nel mistero del subcosciente umano o nell’infinitesimamente piccolo insito nell’universo della materia. Ho sempre trovato una vena surrealista negli scenari di Thole che trasportano lo spettatore verso una dimensione irreale lontana dal nostro mondo fisico, ma estremamente vicina alla psiche della mente umana. Spesso sono le atmosfere di luce e colore che suggeriscono una sensazione emotiva piuttosto che il soggetto in se stesso. L’opera ha un significato intrinseco che scatena la reazione dello spettatore e lo proietta in dimensioni “ai confini della realtà”.

Espressione artistica
E’ l’anima di ogni illustrazione e mi piace pensare che l’energia suggestiva sprigionata da essa sia una sorta di aura che accalappia lo spettatore. Questa è la forza artistica dell’illustratore che trasfonde vitalità alle immagini attraverso lo stile, la tecnica e la voglia di esternare ciò che ha dentro di sé. Gli illustratori sono artisti dell’immagine e come i pittori del passato allargano la visione del mondo. Da tempo raccolgo, libri, disegni e file di artisti del passato e del presente. Come non citare: Caesar, Thole, Miani, Festino, Storchi, Cremonini, Oleastri, e poi Foss, Sorayama, Berkey, Mc Quarrie, il produttivo Brambilla delle attuali copertine di Urania e moltissimi altri si possono aggiungere a un lunghissimo elenco. Ognuno di loro esprime un carattere, un sentimento, un’idea surreale e noi lettori-spettatori attraverso di loro beneficiamo di immagini meravigliose, opere artistiche di grande talento che aiutano ad allargare i confini dell’immaginario fantascientifico.

Tecnologie futuribili
Robot, astronavi, megametropoli, servomeccanismi, piattaforme orbitali, nanotecnologie, organismi cibernetici, armi laser, caccia da battaglia, mezzi di trasporto, abbigliamento, tute spaziali e altri miliardi di invenzioni descritte dalla letteratura o dal cinema prendono forma e vita nelle illustrazioni di fantascienza. Tutto è possibile tutto è credibile. Dai primi razzi (assimilabili nella forma alle V2 tedesche) che atterrano su altri pianeti, l’immaginario tecnologico si è spinto oltre le stazioni orbitanti, in direzione di mega astronavi per attraccare poi nell’universo virtuale del ciberspazio e del connubio tra umani e macchine. La finzione della tecnologia si fonde nella cura del dettaglio. La maniacale ricerca del particolare accentua la credibilità del soggetto rappresentato, favorita anche dalle tecniche digitali che a volte rendono le illustrazioni talmente realistiche da dubitare che siano false. La tematica del progresso tecnologico è una componente che mi ha sempre affascinato e che apprezzo in modo particolare nelle visioni della fantascienza.

Riflessioni sulla natura umana
E’ uno degli aspetti trascendentali della fantascienza: riuscire “ad arrivare là dove nessun altro è mai giunto prima” (la citazione non è casuale). In quanto letteratura riesce a proporre tematiche di riflessione importanti che hanno lo scopo proprio di denunciare anche le brutture della natura umana. Penso che perfino nelle illustrazioni si possa cogliere questo aspetto di meditazione su svariati temi filosofici. Non sempre le visioni rappresentate sono positiviste e vogliono mostrarci i progressi del futuro, anzi nella maggior parte dei casi l’esaltazione della tecnologia o la conquista di altri mondi possono rappresentare la condanna della stessa e i rischi a cui si andrebbe incontro se essa fosse controllata dalle nature più perverse. Due modi opposti di trattare il futuro, tra utopia e distopia, che fa capo all’abilità dei disegnatori e al loro stato d’animo. Un altro aspetto che adoro nell’osservare le illustrazioni di fantascienza.

Simone Messeri

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