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Gilbert Gallo, l’odontoiatra che ama i giochi di ruolo

Gilbert GalloE’ odontoiatra, autore di bella narrativa dell’immaginario, brillante creatore di giochi, entusiasta e sempre pronto a imparare e sviluppare idee e progetti. Il creativo Gilbert Gallo è nato e vive a Bari, è sposato da due lustri e ha due bambini di 8 e 5 anni. Dati i tanti impegni di lavoro e di famiglia quando può scrive, spesso di notte. Legge soprattutto speculative fiction e aiuta tutti coloro che si affacciano al meraviglioso mondo del fantastico. La curiosità e il desiderio di conoscenza lo hanno portato a viaggiare tanto per il mondo e adesso attende che passi questa sciagurata pandemia sperando di poter riprendere i suoi pellegrinaggi.

Cominciamo dal tuo romanzo “Sancta Sanctorum – Le reliquie dei martiri”. E’ una sorta di urban fantasy ambientato in molti luoghi d’Italia tra cui anche la tua Puglia, in particolare Bari, in cui i santi o comunque i martiri sono delle specie di supereroi. Come mai hai deciso di coinvolgere proprio delle figure religiose? Quali Santi sono presenti nel racconto e che poteri hanno?
Sancta Sanctorum è il primo romanzo al mondo in cui i Santi della Sancta Sanctorum religione Giudaico-Cristiana rivestono il ruolo dei supereroi. E’ ambientato in molti luoghi d’Italia, fra i quali anche la Puglia. Credo fermamente che i Santi siano figure molto importanti per il nostro immaginario collettivo, e non ho fatto altro che dare loro il giusto risalto che meritano. I loro poteri spaziano in ogni ambito immaginabile: Giovanni Battista è in grado di scatenare uno Tsunami con le acque del fiume Giordano, Sant’Antonio trasforma i suoi avversari in candide piante di giglio mentre San Nicola… beh, quello dovrete scoprirlo da soli.

Che genere di storia intendevi raccontare?
La storia di Sancta Sanctorum è una storia d’azione, amicizia e soprattutto scelte morali difficili. Nulla è così semplice come sembra e il confine fra bene e male è molto labile. Come del resto nella realtà di tutti i giorni, no?

Ma nella narrazione sono anche presenti giovani protagonisti, tra cui in primo piano vi è Sabino un rapper. Che figura è? Perché un rapper? Ami questo genere musicale?
Il giovane Sabino è il protagonista involontario delle vicende, che suo malgrado acquisisce i poteri della Sacra Sindone e dovrà decidere come utilizzarli. Ho scelto di farlo rapper perché per un boomer come me rappresenta meglio il desiderio di ribellione e rivalsa di quelle che sono state le nuove generazioni del mio periodo giovanile.

A te piace molto scrivere storie essenzialmente fantasy da dove viene fuori questa tua passione? Hai dei riferimenti letterari in proposito?
I miei punti di riferimento sono Dante e Neil Gaiman. Il primo (non a caso) è secondo me uno dei più grandi scrittori di fiction mai esistiti. Il secondo (soprattutto con American Gods) ha saputo dare nuova linfa a un settore che sembrava cristallizzato.

Gilbert (manga) Altro tuo interesse sono i giochi di ruolo. Quanto la tua passione per la scrittura interagisce con i giochi che crei e tra le due passioni quali ami di più?
Per me la scrittura non è che uno dei milioni di modi che esistono per raccontare storie. Esiste un modo però che ti fa vivere le storie in prima persona: si chiama gioco di ruolo da tavolo. Nessuna esperienza è più forte e più immersiva del gioco di ruolo: provare per credere. Se oggi scrivo storie è perché ne ho vissute così tante sulla mia pelle che sento il bisogno di condividerle.

Qualche tempo fa sei andato anche negli Stati uniti a presentare i tuoi giochi ad una importante convention…
Esatto. Ho l’onore di essere l’ambasciatore all’estero della “Italian way of role-playing” ossia del modo di giocare di ruolo che abbiamo sviluppato qui in Italia. Noi a differenza degli anglosassoni siamo più focalizzati sulla storia e sui plot twists mentre a loro piacciono di più le miniature e l’uccisione di mostri.

Sei medico-odontoiatra, era quello che sognavi di fare da bambino?
Da bambino avrei voluto fare il mago. Avrei voluto schioccare le dita e con un incantesimo rimettere a posto le mille cose che nel mondo a mio giudizio non andavano. Piano piano mi sono accorto che le possibilità di arrivare ad un tale risultato erano davvero infime, per cui mi sono dedicato alla mia seconda passione: aiutare il prossimo. Ogni giorno riportiamo il sorriso sui volti che purtroppo non lo hanno più.

Sempre in merito alla tua professione come stai affrontando la pandemia?
L’epidemia di coronavirus non ha cambiato di una virgola la propensione di noi sanitari verso il prossimo. Da quando abbiamo prestato il Giuramento di Ippocrate, abbiamo messo la nostra vita al servizio degli altri. Se mai il coronavirus dovesse reclamarla, io accetterò quel momento senza rimpianti, felice di aver alleviato le sofferenze di molte persone fino a quel giorno.

Che cosa pensi dei vaccini e delle incertezze di alcuni nel vaccinarsi anche a seguito dei casi di trombosi che si sono verificati con Astra Zeneca?
Per quanto riguarda i vaccini, c’è davvero poco da dire. La storia dimostra che sono l’unica arma in nostro possesso al momento per eradicare le malattie come questa (vedasi l’esempio del vaiolo, che grazie a vaccinazioni di massa oggi non esiste più). Ecco perché c’è poco da dire, ma molto ancora da fare. Vaccinarsi non solo è una saggia decisione, ma anche un gesto di amore e rispetto verso il prossimo e verso l’intera comunità mondiale.

Parole sagge queste ultime che condividiamo appieno! Ringraziamo per la sua disponibilità Gilbert Gallo, vivace scrittore e creativo e cogliamo anche l’occasione di esprimere, attraverso lui, la nostra riconoscenza a tutti gli operatori sanitari, in particolare in questo periodo, per il loro prezioso lavoro al servizio della comunità.

Filippo Radogna

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