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Sandra Moretti, viaggiatrice sull’Isola di Heta

SandraNelle storie che scrive, le capita di prendere spunto dalle fantasie dei bambini. Sandra Moretti, psicologa specializzata in psicoterapia da anni lavora nel campo dell’età evolutiva e la sua saga fantasy L’Isola di Heta è stata costruita proprio partendo da quanto ascoltato nel corso della sua professione. Ovviamente il tutto viene metabolizzato e riplasmato dalla creatività che Sandra alimenta anche attraverso intense letture, ascolto di musica jazz, sedute di yoga e viaggi (l’ultimo è stato a New York prima del Covid). La sua famiglia è composto dal marito Massimiliano, due piccole gemelline di 3 anni, Rachele e Costanza, e da un cocker di cinque anni di nome Wendy.
Sandra quest’anno, in qualità di autrice, ha partecipato alla raccolta “Il cielo in uno schermo” (Tabula Fati, 2020) con il racconto “Elastici e motivi” e all’antologia “Il Futuro del Futuro” (Tabula Fati, 2020) con “Anno 2820: la grande pandemia”.
E proprio da quest’ultimo argomento ricondotto però al 2020, vista la drammatica attualità che stiamo vivendo, partiamo per la nostra intervista.

Da psicologa e psicoterapeuta come ritieni bisogna vivere ed affrontare questa nuova difficile fase del coronavirus che ci minaccia, ci limita nelle libertà e di cui sentiamo continuamente parlare in maniera opprimente in televisione? Quali sono i tuoi consigli per non farsi abbattere ed entrare in una situazione di sempre maggiore sconforto?
Credo che il Covid ci abbia spinti in una realtà che non era contemplata se non nell’immaginario. Nonostante le pandemie, le guerre, le crisi economiche e sociali, siano parte dell’era dell’Uomo da sempre, ogni volta che ne siamo coinvolti ne veniamo travolti e a poco serve riconoscerne la ciclicità.
L’unico aiuto che può arrivare è da noi stessi: pensare alla grande responsabilità che abbiamo nella lotta al Covid, porsi le domande giuste e lavorare per trovare le risposte; avere il coraggio di rispettare se stessi e gli altri. Non avere paura del contagio e dell’altro visto come untore, non perdere la propria umanità e trovare un modo che ci faccia sentire utili nonostante la dilagante impotenza che sembra accerchiarci. Personalmente ho cercato di aumentare i miei servizi all’utenza, lavorando anche gratuitamente, non per bontà d’animo ma perché era una necessità personale quella di pensare di poter fare in parte la differenza. Se ciascuno di noi riesce a guardare quale demone ha risvegliato in lui questa pandemia, può cercare di affrontarlo, tenergli testa e reggere ai colpi finché tutto non sarà finito. La storia ci insegna che le pandemie finiscono, ci insegna anche però che hanno dei lasciti, economici, sociali, psicologici, che ci cambiano per sempre, più del virus stesso. La resilienza è la risposta, sapersi reinventare, adattarsi ai colpi, appoggiarsi alla propria rete sia personale che sociale, sono le strategie vincenti, a mio avviso.

Sempre a questo proposito che benefici mentali danno la lettura e la scrittura? E a te che effetto fa lo scrivere in particolare di fantascienza?
Io ho iniziato il mio viaggio su Heta proprio per sconfiggere una realtà che mi stava stretta. Ho iniziato a scrivere seguendo un consiglio che spesso mi trovo a dare ai miei giovani pazienti: nei momenti di difficoltà, cerca comunque il lato bello e positivo e, se non lo vedi fuori, costruiscilo dentro di te.
Così nasce l’idea di un altro universo, un’altra dimensione in cui immergersi per trovare nuova linfa e trasmetterla agli altri.

A proposito del cosiddetto viaggio su Heta che hai citato L’Isola di Hetaprima, hai pubblicato con Tabula Fati due romanzi di sf: “L’Isola di Heta” (2016) e “L’Isola di Heta – Diversi mondi”(2018), quest’ultimo finalista al Premio Vegetti 2020, entrambi fanno parte di una saga nella quale vi è una nuova realtà sociale e politica, salti dimensionali, mondi paralleli. Raccontaci qualcosa…
Heta è il terzo pianeta del sistema planetario di Reya, dista dalla sua stella madre circa centocinquanta milioni di chilometri ed è l’unico pianeta in cui, ad oggi, è riconosciuta la presenza di forme di vita. Sulla sua superficie si trova l’acqua in tutti e tre gli stati (solido, liquido, gassoso) e un’atmosfera composta in prevalenza d’azoto e ossigeno. Due terzi del pianeta sono coperti da acqua mentre la terra emersa è caratterizzata da un supercontinente di forma ellittica, l’Isola di Heta.
Heta possiede due satelliti naturali gemelli per dimensioni: Theya e Null. Geograficamente è un’isola dalle dimensioni enormi, si compone di 12 spicchi, ciascuno suddiviso a sua volta in cinque lateralizzazioni costiere che affacciano sul mare e cinque interne. Heta è abitata da esseri umani appartenenti a una civiltà molto avanzata sul piano tecnologico, che a seguito di un attentato terroristico accaduto diciotto anni prima è amministrata dal Sistema, un apparato governativo di controllo L’Isola di Heta – Diversi mondi sociale e politico molto severo. Compito del Sistema, capeggiato dal generale Rain, è quello di impedire ai ribelli, guidati da quello che un tempo era il vice presidente della Repubblica dell’Isola, Charles Firth, di ordire un nuovo attentato come quello del 20 sestilio (giugno) e portare a termine il colpo di stato fallito in passato. Per impedire ciò, il Sistema ha istituito un regime e schedato tutti i suoi cittadini, dotandoli di un chip identificativo sin dalla nascita e garantendosi così il controllo su ogni abitante. Tutti coloro che ne sono trovati senza e/o sospettati di ribellione, vengono rinchiusi in un luogo di detenzione detto il Confine, da cui nessuno fa mai ritorno.

Cosa succede in questo contesto? Quale evento dà inizio alla saga?
All’interno di questo contesto politico e sociale si inserisce l’avventura di Eleytheria, detta Thea, la quale uscendo dal funerale del padre, invece di trovarsi sul sagrato della chiesa, si proietta in questa nuova realtà. Essendo sprovvista del chip viene subito arrestata dalla polizia locale e da questo momento ha inizio la sua odissea per tornare sulla Terra…

Sappiamo che è pronto anche il terzo volume della trilogia…
Sì, è in stampa proprio in questo periodo il terzo capitolo della saga, che doveva essere una trilogia e quindi avere la sua conclusione in questo volume, ma per esigenze narrative abbiamo deciso con l’editor Silva Ganzitti e con l’editore, Marco Solfanelli, di dividerlo in due parti.
Il titolo del terzo libro sarà: “L’Isola di Heta – Fuoco amico” – parte prima.Ti spoilero la quarta di copertina, vedi se vuoi pubblicarne una parte o tutta.
“Sappiamo quello che desideri, il tuo cuore ce l’ha mostrato prima delle tue parole. Ma non si può invertire l’ordine delle cose. Ciò che arriva alla luce è della luce, ciò che va nelle tenebre resta alle tenebre. È così dall’inizio dei tempi e così deve rimanere.”
La guerra per il dominio dell’Isola è iniziata.
Apparentemente protetti da Zeno Loch, il nuovo leader della ribellione, Thea, Sylvia e Thomas hanno trovato rifugio al Confine. Molti imperativi gravano sulle loro coscienze: vendicare, uccidere, lottare, perdonare, comprendere e ogni strada scelta aprirà una nuova via.
Il ciclo degli eventi volge al culmine: saranno costretti a mettere in gioco la propria sopravvivenza per proteggere le persone che amano in uno scenario complesso, fatto di vecchi rancori, nuove alleanze, legami familiari che si recidono e altri che rifioriscono. Il prezzo da pagare sarà altissimo, commisurato all’eventualità di perdere qualcosa o qualcuno. A volte solo una parte dell’uno e dell’altro, o di perdersi per sempre.

A quanto pare ci sono tutti quegli elementi che rendono avvincente una storia, per cui facciamo attenzione all’imminente uscita in libreria del nuovo episodio della saga scritta dalla nostra Sandra!

Filippo Radogna

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